Teiere volanti e prodigiosi spaghetti. Da Russel a Henderson


Filosofo, matematico, scrittore e per giunta blasonato (ereditò il titolo di conte alla morte del fratello maggiore) Bertrand Russel (1872-1970) ebbe una vita spericolata, una di quelle vite che non dormi mai -per dirla con Vasco Rossi- ma in compenso fai una gran quantità di altre cose.

Fu allevato dalla nonna, contrarissima all’educazione eccessivamente liberale impartita dai genitori (John e Catharine), che infatti erano anticlericali, femministi, favorevoli al divorzio, e al controllo delle nascite. Si sposò quattro volte e ogni volta visse il matrimonio nella libertà di chi è convinto che l’uomo è naturalmente poligamo e che la fedeltà coniugale è un’ipocrisia. Ebbe tre figli, John, Catharine e infine l’ultimo nato, che volle chiamare Conrad in onore dello scrittore Joseph Conrad. Con la seconda moglie (la femminista Dora Black) fondò una scuola progressista dove all’educazione sessuale era riservato lo spazio necessario a liberare i giovani dall’oppressione dell’etica cristiana. Nel 1918 fu condannato a sei mesi di reclusione per propaganda pacifista. Nel 1940 fu incaricato dal City College di New York di tenere un ciclo di conferenze, ma fu sollevato dall’incarico in quanto ateo e non in linea con gli standard del College. Nel 1949, quando ormai aveva settant’anni, si salvò a nuoto dopo un incidente aereo nel Mare del Nord. Nel 1950 ottenne il Premio Nobel per la letteratura. Nel 1955 con Einstein, al quale era legato da sincera amicizia, firmò un manifesto a favore del disarmo. Nel 1966 istituì il Tribunale Russel contro i crimini di guerra compiuti in Vietnam dagli USA. Infine, nel gennaio del 1970, pochi giorni prima di morire (ormai novantottenne), tornò a condannare per l’ennesima volta l’occupazione israeliana della Palestina.


I curiosi che volessero conoscere altri particolari sull’avventurosa vita di Bertrand Russel, possono attingerne di succosissimi dalla sua Autobiografia o, in alternativa, dal saggio Cattivo maestro (Bertrand Russel: logico, ateo, libertino, pacifista) di Piergiorgio Odifreddi.

 

La teiera volante

Uomo e intellettuale fuori dagli schemi, Russel coltivò il libero pensiero contro ogni dogmatismo, contro la pretesa di poter acquisire una qualche verità indiscutibile e immutabile. In realtà non esiste affermazione o opinione che sia perfettamente vera, tutte le opinioni hanno almeno una penombra di vago e di falso. Il metodo per accrescere il grado di verità delle nostre opinioni (…) consiste nel prestare ascolto a tutte le parti, cercare di accertare tutti i fatti rilevanti… e coltivare la disposizione a scartare ogni ipotesi che si sia dimostrata inadeguata (cit., Russel, Saggi scettici, cap. XII). Dunque, è vero solo ciò che è stato ragionevolmente dimostrato; altrimenti si è di fronte ad un’opinione il cui grado di attendibilità/verità è pari a quello che ci sarebbe nell’affermare che una gigantesca teiera volante orbita intorno al Sole:

 

Many orthodox people speak as though it were the business of sceptics to disprove received dogmas rather than of dogmatists to prove them. This is, of course, a mistake. If I were to suggest that between the Earth and Mars there is a china teapot revolving about the sun in an elliptical orbit  nobody would be able to disprove my assertion provided I were careful to add that the teapot is too small to be revealed even by our most powerful telescopes. But if I were to go on to say that, since my assertion cannot be disproved, it is intolerable presumption on the part of human reason to doubt it, I should rightly be thought to be talking nonsense…

Bertrand Russel, Is There a God?

 

Quello riportato è un estratto dall’articolo Is There a God? (Dio c’è?) che Russel scrisse nel 1952.

Molti ortodossi, afferma Russel, parlano come se toccasse agli scettici dimostrare l’infondatezza dei dogmi, invece che ai dogmatici provarli. Ovviamente si sbagliano.

Se qualcuno sostenesse che la tra la Terra e Marte c’è una teiera di porcellana che gira attorno al Sole in orbita ellittica, nessuno potrebbe confutarlo: sarebbe sufficiente che egli dicesse che la teiera è troppo piccola per essere rilevata anche dai più potenti telescopi. Ma dimostrerebbe di essere un cretino se, nel sostenere l’esistenza della teiera, egli ritenesse un’intollerabile presunzione dubitare della sua asserzione solo perché nessuno la può confutare.

Se però -aggiunge poco dopo Russel- l’esistenza della teiera comparisse in qualche testo sacro, venisse proclamata come verità ogni domenica dal pulpito e fosse inculcata nelle teste dei bambini a scuola, dubitarne verrebbe ritenuto assurdo.

Le verità date per assolute sono proprio come le teiere orbitanti intorno al sole: esistono solo per chi ci crede fideisticamente, vanno in pezzi se sottoposte al vaglio della ragione. Questo vale soprattutto per la religione, un insieme di credenze (non di verità accertate) delle quali secondo Russel è più che legittimo dubitare, tanto più perché gravano sull’uomo limitandone la libertà.


Alle religioni (e in particolare alla religione cristiana) Russel dedica il saggio Perché non sono cristiano. La tesi sostenuta nel saggio è che le religioni nascano dalla paura (idea centrale di certa filosofia dal De rerum natura di Lucrezio in avanti).


Secondo me la religione si basa essenzialmente sulla paura. In parte è il terrore dell’ignoto, in parte…il bisogno istintivo di immaginare qualcuno che ci aiuti e ci protegga nei pericoli: suppergiù una specie di fratello maggiore

Bertrand Russel, il timore, fondamento della religione Cap. 1, da Perché non sono cristiano, Longanesi ebook.


La religione -ogni religione, ma soprattutto la religione cristiana- è dannosa; come una malattia, essa provoca grande sofferenza all’umanità, la priva della gioia di vivere, la tiene sadicamente in scacco con la minaccia dell’atroce punizione divina, la spinge all’intolleranza, le chiede di abdicare alla ragione per credere all’indimostrabile (l’esistenza di Dio, l’immortalità dell’anima ecc).

Nocive di per sé stesse, le religioni lo sono ancor di più se istituzionalizzate in una chiesa, che, come ogni casta arroccata su se stessa e sui propri privilegi, le interpreta sempre a proprio esclusivo vantaggio e a scapito dell’umanità, specie quando, credendosi depositaria di verità assolute, si oppone al progresso intellettuale-culturale e/o a verità scientifiche in contrasto con la Fede: la sorte subita da Galilei è un esempio tra tanti.

 

Dalla teiera allo Spaghetto Volante


La russelliana metafora della teiera è applicabile ovunque vi sia chi voglia far passare un’opinione o una credenza come verità assoluta e indiscutibile: le fake news, la pubblicità, la propaganda politica, il favoloso mondo dei social, le (svariate) teorie del complotto sono esempi illuminanti sul gran numero di teiere che ogni giorno volteggiano sulle nostre teste.

L’idea della teiera ha ispirato numerosi romanzi, tra i quali l’esilarante Libro sacro del prodigioso Spaghetto Volante (2006) che l’autore, il fisico americano Bobby Henderson, scrisse in risposta al Provveditorato agli Studi del Kansas e alla sua proposta di introdurre nelle scuole l’insegnamento della teoria del Disegno Intelligente (secondo cui la storia dell’universo è la realizzazione di un Piano superiore) in alternativa al tradizionale insegnamento dell’evoluzionismo. Nel suo Libro sacro, Henderson propone sarcasticamente di introdurre nelle scuole un terzo insegnamento, quello della teoria (una vera e propria religione) pastafariana, secondo la quale ogni cosa e ogni accadimento sono frutto del Disegno Demente architettato da un misterioso e prodigioso Spaghetto Volante. Nel Disegno Demente non sono contemplate spiegazioni scientifiche, origine e causa di tutto è l’intervento delllo Spaghetto Volante, così che, per esempio, la forza di gravità, irresponsabilmente insegnata agli studenti attraverso una serie di fandonie, non è che l’effetto della pressione esercitata sui corpi dalle appendici spaghettose. Perché lo Spaghetto Volante si preoccupi di spingere i corpi verso il basso, non è dato sapere: è probabile che lo faccia per evitare che essi fluttuino inutilmente nello spazio.

Il pastafarianesimo, avverte Henderson nell’Introduzione, è la religione del nostro tempo, sta già facendo molti proseliti in giro per il mondo. Come dargli torto? Il proliferare di negazionismi, complottismi, fondamentalismi d’ogni genere e di verità alternative le più fantasiose è la dimostrazione evidente che i tempi sono maturi perché il pastafarianesimo finalmente trionfi sulla scienza (cfr, cap. 1, Gli svarioni della scienza). Il centro d’irradiazione della pastafariana rivoluzione culturale che scuoterà il mondo dal suo torpore è (come spesso è accaduto nella Storia) negli USA:


Questi sono tempi entusiasmanti per la santità -i politici lanciano crociate, nazioni invadono altre nazioni e gli scienziati stanno perdendo terreno. Tali mutamenti portano opportunità per le religioni come non si vedevano dai tempi della Riforma…o almeno da quando le masse perseguitate non si sono raccolte e sono partite per quella grande assemblea religiosa che chiamiamo gli Stati Uniti d’America.

Tenendo presente questo, la Chiesa del prodigioso Spaghetto volante (PSV) ti invita a scoprire di più su di noi.

Bobby Henderson, Introduzione, Libro sacro del prodigioso spaghetto Volante, Mondadori,


Sintetizzato nei suoi contenuti fondamentali, il pastafarianesimo afferma che: 

1) Lo Spaghetto Volante (non si sa se fatto di grano duro o semola. Su questo il dibattito è ancora aperto) ha creato la Terra in circa 0,062831853 secondi solo 5000 anni fa, ma l’ha camuffata in modo che sembrasse molto più vecchia. In quanto onnisciente, lo Spaghetto Volante sapeva che gli scienziati, creature patologicamente curiose forse per motivi sessuali, prima o poi avrebbero ficcato il naso dappertutto per scoprire i segreti dell’universo, per questo ha sparso qua e là falsi indizi allo scopo di mandarli in confusione. Si è premurato, ad esempio, di piazzare sotto la superficie della terra una gran quantità di fossili, per lo più ossa di dinosauro, così che gli scienziati pensassero che molti milioni di anni fa la terra fosse popolata da queste enormi bestie. In realtà, i dinosauri appartengono ad epoche molto recenti (non è possibile che essi fossero sulla Terra prima ancora della Terra stessa), anzi è probabile che molti di loro siano ancora tra noi (o sopra di noi). I dinosauri, inoltre, non hanno non hanno ossa: essi riescono a stare eretti pompando sangue nei muscoli e irrigidendoli proprio come accade al pene maschile (se ne può dedurre che i dinosauri funzionano come enormi peni).

2) Lo Spaghetto Volante è ovunque nell’universo e attraverso le sue spaghettose appendici distribuisce bontà e nutrimento ai suoi fedeli: questo è scientificamente provato dal fatto che se ad un soggetto viene somministrata la comunione cristiana (l’ostia) e ad un altro soggetto, di uguale peso e altezza, viene somministrata la comunione pastafariana, che consiste in un piatto di spaghetti con polpette, dopo un certo numero di ore il primo dà segni di cedimento psico-fisico, l’altro è in forze e di buon umore. 

3) Bisogna dubitare della scienza. Si prenda il concetto di “selezione naturale”, secondo cui sopravvivono gli individui che sviluppano caratteristiche che facilitano l’adattamento all’ambiente. Ma se questo fosse vero, come si spiega il becco d’anitra di cui fa bella mostra l’ornitorinco? Cosa se ne fa l’ornitorinco di un becco d’anitra? Checché ne dicano gli scienziati, che si guadagnano lo stipendio nell’inutile ricerca di una spiegazione evolutiva di questa ridicola creatura (cit. Qual è il problema dell’evoluzione?), la spiegazione non è che una: lo Spaghetto Volante ha creato l’ornitorinco così com’è perché, a differenza degli scienziati, ha il senso dell’umorismo. 

4) In origine, lo Spaghetto Volante ebbe il suo popolo eletto nei pirati, che furono i primi uomini ad abitare il pianeta. Nient’affatto violenti e ubriaconi come li descrive nei libri, i pirati erano pacifici divulgatori del verbo pastafariano. Un tempo erano numerosissimi, ma vennero sterminati dagli invidiosi Hare Krishna (discendenti dei Ninja). L’estinzione dei pirati è stata causa di molti guai. 

5)… e molto, molto altro ancora.


In conclusione

Se sei un pastafariano, hai pieno diritto ad esserlo.

In quanto pastafariano puoi affermare qualunque assurdità, puoi dire che gli asini volano, o meglio, che volerebbero se non fossero troppo pigri per farlo, ma non puoi rompere le scatole al prossimo pretendendo che ti creda sulla parola.

E così torniamo al punto di partenza con Russel: non tocca agli scettici dimostrare l’infondatezza di un’opinione (qualunque essa sia), spetta invece a chi la sostiene dimostrarne la fondatezza.